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Discorso Boschi, oltre al padre pendolare c’è dell’altro (VIDEO)

Oltre a raccontare la struggente e ormai inflazionata storia di suo padre, figlio di contadini sfiancato dalla vita scolastica del pendolare; Boschi ha anche espresso e riportato nel suo intervento parlamentare, diversi dati, dei quali poco si parla e ai quali poco ci si interessa. Ecco alcune parti del discorso della ministra per le Riforme costituzionali e Rapporti col Parlamento, del 18 dicembre 2015.

“Signora presidente, onorevoli colleghi, non è mia intenzione in questa sede esprimere valutazioni sulla campagna in atto contro la mia famiglia, e soprattutto contro il governo. […] mi limiterò ad esporre i fatti. Vorrei innanzitutto che i fatti fossero chiari: mio padre è stato eletto membro del consiglio di amministrazione di Banca Etruria nel maggio del 2014. Ricordo che i soci di Banca Etruria, una banca molto diffusa nel territorio, erano oltre 69350. E’ stato poi nominato Vicepresidente, uno dei vicepresidenti, non vicario e senza deleghe. Ha accettato quell’incarico quell’incarico convinto di poter dare una mano in un momento in cui la banca era già in difficoltà per le gestioni precedenti e per la crisi economica. Mio padre, come tutti gli altri membri dell’amministrazione, ha perso l’incarico è stato destituito, con il commissariamento voluto dal nostro governo, con il Decreto n° 45 del 10 febbraio 2015 firmato dal ministro Padoan su richiesta di Banca Italia. A tutta quest’aula voglio chiedere: dove sta il favoritismo nell’aver fatto perdere a mio padre l’incarico, così come tutti gli altri consiglieri d’amministrazione? Ma v’è di più. Mio padre è stato al pari degli altri membri del consiglio di amministrazione, di tutti i memebri del collegio e del direttore generale, sanzionato da Banca d’Italia, e ha pagato una multa di 144000 euro. Vorrei chiedere in tutta onestà: dov’è il favoritismo di Banca d’Italia verso mio padre?

Italy's Minister for Constitutional Reforms and Parliamentary Relations Maria Elena Boschi looks on during a confidence vote at the Senate in Rome February 24, 2014. Prime Minister Matteo Renzi faces his first test before a fractious national parliament on Monday when he goes to the Senate to put flesh on ambitious reform plans and seeks to win a confidence vote in his newly installed government. REUTERS/Tony Gentile  (ITALY - Tags: POLITICS)[…] Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Su questo non ho dubbi. Ma se mio padre ha sbagliato, non lo giudica un talk show o una parte dell’opposizione che preferisce strumentalizzare la vita e a volte la morte delle persne piuttosto che cercare di risolvere i problemi. […] Ma la mozione si interroga su altri elementi. I firmatari della mozione si interrogano sul fatto che i provvedimenti di questo governo possano aver favorito me o la mia famiglia; sia il Decreto di trasformazione delle banche popolari, che si asserisce avrebbe fatto guadagnare a me e alla mia famiglia delle plusvalenze,sia l’ultimo decreto di novembre che avrebbe salvaguardato me e la mia famiglia più degli altri azionisti. Anche questo non è vero. Come è noto io posseggo, o meglio possedevo, 1557 azioni di Banca Etruria, che ho acquistato ad un valore di poco inferiore a un euro ciascuna, quindi avevano un valore di circa 1500 euro,[..] Dico possedevo perché come sapete, dopo il decreto di questo governo, il valore delle azioni è stato azzerato. Anche altri membri della mia famiglia possedevano delle azioni in Banca Etruria. […] Mio padre possiede, o meglio, possedeva 7550 azioni di Banca Etruria, mia madre 2013, mio fratello Emanuele 1847, mio fratelo Pierfrancesco 347. Ad un valore inferiore a un euro ciascuna, potete fare agilmente il calcolo del valore di questo pacchetto. Ciò nono nonostante oggi il pacchetto vale zero. Ora, io trovo sinceramente molto suggestiva l’idea che con un pacchetto di 1500 azioni, un socio, sugli oltre 62000 soci attuali di Banca Etruria, io fossi la proprietaria di Banca Etruria, o che lo fosse la mia famiglia. Dire che Banca Etruria è la banca della famiglia Boschi è sicuramente funzionale ai titoli dei giornali ma poco corrisponde alla realtà dei fatti. […]

maria-elena-boschi-sorridenteSi dice poi che il decreto abbia fatto guadagnare a me e alla mia famiglia, delle plusvalenze. Né io, né i membri della mia famiglia abbiamo acquistato o venduto azioni nel momento in cui io sono stata al governo; gli ultimi movimenti in azioni di Banca Etruria risalgono a luglio del 2013. Nessun plusvalore può essere stato realizzato semplicemente perché non abbiamo venduto o acquistato. Proviamo per assurdo a immaginare che ci sia stata una differenza di valore. […]Prima del decreto di questo governo, il valore delle azioni era sceso a 0,3670 euro ciascuna. Questo ha comportato per me e per tutti gli azionisti una minusvalenza, nel mio caso di 929 euro. A seguito del decreto, le azioni delle banche popolari quotate, non solo quelle di Banca Etruria, hanno visto aumentare il valore dei loro titoli. Attraverso questo rialzo si è ridotta la minusvalenza, nel mio caso di 369 euro. Ciò significa che io avrei perso un po’ di meno: anziché perdere 929 euro, ne avrei persi 560. il grande conflitto di interessi di cui stiamo parlando sono 369 euro mai realizzati perché mai ho venduto quelle azioni. Analoghe considerazioni valgono per i pacchetti della mia famiglia […] hanno visto semplicemente ridursi la minusvalenza per un importo che complessivamente è di 2300 euro. Una cifra strabiliante che può far parlare di conflitto di interessi. Non vi pare di esagerare?[…] Un milione di risparmiatori che senza il decreto del governo avrebbe visto azzerare i propri risparmi, e 7000 dipendenti che hanno potuto ricevere lo stipendio. Tra questi non c’è mio fratello, perché a marzo dello scorso anno si è licenziato, rinunciando al posto fisso in banca, peraltro non si è mai occupato di crediti, e si è messo in proprio. […]Allora giudichino i colleghi se queste informazioni sono sufficienti a ripristinare la realtà.”.

Elena Sofia Safina

Nata a Cagliari. Attualmente iscritta alla facoltà di Lingue e Comunicazione dell’Università di Cagliari, aspirante giornalista, amante dell’arte, della musica e della danza.
Redattrice presso Linkursore dal 2015

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