Il blitz vegano nel locale di Cracco “Chef assassino”

Quindici vegani a insultare Carlo Cracco, che il 14 gennaio aveva cucinato un piccione durante una puntata di Masterchef e per questo lunedì è stato denunciato dall’Aidaa, associazione animalista. Alle 21.30 di mercoledì, la sera prima della finale del programma tv, i quindici (che non avrebbero nulla a che fare con l’Aidaa) hanno suonato il campanello al ristorante dello chef a pochi passi da via Orefici, di fronte a piazza Duomo. La porta si è aperta, come consuetudine, e l’addetto all’accoglienza clienti, in divisa bianca, ha sorriso e salutato il gruppo: non erano clienti (di solito, spiegano al ristorante, chi viene ha prima riservato un tavolo al telefono). Tra loro, una persona ha chiesto se ci fosse posto, è scesa per le scale che conducono alla sala e ha gridato insulti: «Questo ristorante è una m…. e Carlo Cracco un assassino che cucina gli animali».

L’addetto all’accoglienza è riuscito a far uscire l’”ospite” mentre i clienti di Cracco, che non era presente, sembra non si siano accorti di nulla. Nessuno ha interrotto la cena mentre la contestazione ha preso vita all’esterno, dove il gruppo dei quindici con giubbotti scuri che affermava di essere composto da vegani ha continuato a manifestare il proprio sdegno per circa un quarto d’ora. Dal ristorante è stato chiamato il 112 e quando è arrivata la volante sul posto i contestatori vegani non c’erano più. Gli agenti hanno preso atto che non ci sarebbero immagini di quanto accaduto (il ristorante dice di non avere telecamere) e del fatto è stata informata la Digos.

Ma in mancanza di una denuncia da parte di Carlo Cracco non ci saranno indagini volte a cercare di identificare l’autore del blitz all’interno e i contestatori davanti alla porta. Senza denuncia non verranno cercati i responsabili nei filmati di diverse telecamere della zona, comunali e private, cosa che potrebbe permettere di scoprire se tra loro ci fosse, ad esempio, qualche attivista che in passato poteva aver già fatto qualcosa di eclatante. Ma «l’idea è che non sia così – ragiona un investigatore – se fossero stati un gruppo organizzato avrebbero agito in un altro modo e non solo con le parole e non senza fare danni». In questo momento non c’è reato e Carlo Cracco ha fatto sapere di non aver intenzione di denunciare. Al responsabile della comunicazione del ristorante, lo chef stellato ha passato questo messaggio: «Pensiamo che queste persone vogliano sfruttare la fama di uno chef noto al grande pubblico per farsi pubblicità e andare sui giornali. Ci sono cose più importanti da dire e cose più importanti da fare».

La denuncia dell’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente è arrivata in procura a Milano lunedì 29 febbraio, un mese e mezzo dopo che nella quinta puntata di Masterchef era stato visto il giudice del programma Carlo Cracco cucinare il piccione nella prova dell’ “invention test”. Cracco aveva preparato un piatto chiamato “Piccione a modo mio” con nespole, rape bianche con succo di peperoni, barba del frate e prezzemolo.

La denuncia sembrerebbe un boomerang, dato che Cracco non aveva cacciato il piccione selvaggio in piazza Duomo e non è vietato acquistare la carne di piccione proveniente dagli allevamenti: tuttavia la procura di Milano ha dovuto aprire un fascicolo. Un atto dovuto.