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Il discorso di Obama a Cuba: «Somos todos americanos» (VIDEO)

Il presidente americano entra alle ore 13.45 nel catino dove hanno già preso posto 55 mila persone. Sono tutti in piedi, un grande applauso e un grido ritmato. No, non «Obama, Obama», ma «Raúl, Raúl, Raúl». Sì, c’è anche il «líder máximo», anzi sembra che per questo ampio campione di popolo cubano, accuratamente selezionato dai sindacati, dalle associazioni sportive, dalle facoltà universitarie, esista solo lui. Barack Obama saluta rivolto agli spalti, è accompagnato da Michelle e dalle figlie Malia e Sasha. L’inno americano suscita un composto applauso di cortesia.

Perché non avete gridato anche il nome di Obama? «Siamo molto contenti che sia venuto, ma non siamo ipocriti, difficile dimenticare tutto con una partita di pelota», risponde una signora con la maglietta della nazionale cubana.

In mattinata il momento politico più atteso: l’intervento dell’ospite al Gran Teatro Alicia Alonso. Il primo pensiero è stato per l’attentato di Bruxelles: «Gli Stati Uniti sono a fianco dei loro alleati del Belgio e faranno il possibile per aiutarli a catturare i responsabili». Poi un discorso «rivolto al popolo cubano» più che alla platea di selezionati dirigenti politici, uomini d’affari, accademici. «Sono venuto qui per sotterrare le ultime vestigia della Guerra Fredda». Obama ha citato, in spagnolo, una poesia dell’eroe nazionale, padre dell’indipendenza José Martí: «Cultivo una rosa blanca, sono qui per offrirvi un segno di pace». Ma l’unico applauso convinto è arrivato quando ha promesso, scandendo: «Continuerò a chiedere al Congresso di abolire l’embargo nei confronti di Cuba». Raúl Castro sorride dal palco presidenziale. «La democrazia Usa non è perfetta, 50 anni fa sarebbe stato impensabile avere un afroamericano alla Casa Bianca. E invece le persone si sono organizzate, ci sono stati movimenti di protesta per spingere il cambiamento. Se io oggi sono qui è perché la democrazia americana lo ha reso possibile. L’apertura, l’esposizione alle altre culture, il confronto delle idee: ecco il segreto del nostro sviluppo. So bene che il futuro di Cuba è e resterà nelle mani del popolo cubano. Dipende da voi. Somos todos americanos, condividiamo tante cose, tanti valori, come quello dell’importanza della famiglia. Negli Stati Uniti vive una grande comunità cubano-americana. Possiamo andare avanti insieme, da buoni vicini, da amici. Sì, se puede».

“It is time for us to look forward to the future together—un futuro de esperanza. It won’t be easy. There will be setbacks. It will take time. But my time here in Cuba renews my hope, and my confidence in what the Cuban people will do. We can make this journey as friends, as neighbors, as family. Si se puede.” —President Obama to the people of Cuba: http://go.wh.gov/wmwF37

Pubblicato da The White House su Martedì 22 marzo 2016

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