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Musica di strada, a Budapest il didgeridoo diventa moda

jL’artista in questione è Richàrd Ternyàk, in arte Siddhartah Supertramp, un giovane ungherese che, seguendo una delle più recenti e particolari tendenze musicali di Budapest, si esibisce in una Didgeridoo set Performance nel meraviglioso parco che guarda verso Piazza degli Eroi. Quello che cattura immediatamente l’attenzione dello spettatore, spesso un turista incerto, è il fatto che durante la performance il suono sembra essere prodotto da un insieme di strumenti perfettamente accordati tra loro, facenti parte di un unico ritmo tribale e coinvolgente. Avvicinandosi al suono però, si scopre che l’intera performance è prodotta da un unico uomo, un unico fiato, un unico corpo che gestisce da maestro un didgeridoo tipicamente australiano, diverse percussioni, tra cui il Darabouka egiziano e persino un particolare sonaglio alla caviglia.

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Siddharth Supertramp, Foto Facebook

Richard ha iniziato a suonare scoprendo per prima la chitarra e soltanto cinque anni fa si è avvicinato al suono del didgeridoo, scoprendolo grazie al libero e vantaggioso vagabondaggio su youtube; “Il suono del didgeridoo è stato come un risveglio per me e ho pensato immediatamente di iniziare a suonarlo”. Appena due anni fa Richàrd ha potuto conoscere dal vivo una didgeridoo set performance, assistendo allo spettacolo dell’israeliano Yogev Haruvi, famosissimo a Budapest e non solo, per il suo genere insolito e orientaleggiante; “La sua esibizione è ciò che mi ha ispirato maggiormente e mi ha spinto a conoscere questo nuovo modo di fare musica, lui è un musicista di altissimo livello, vive di questa musica; nelle sue performance, che durano anche delle ore, utilizza moltissime percussioni ed è abilissimo a combinare generi e ritmi”.   Ma torniamo a Richàrd:

A quale genere musicale appartiene la tua musica? “E’ una domanda veramente complessa, non posso dare una precisa categoria a questi brevi spettacoli; certe volte immagino il suono della chitarra e cerco di trasferirlo nel didgeridoo set, ma in generale questa è la mia musica, i miei colori. Se dovessi in qualche modo categorizzarmi, potrei avvicinarmi alla Tribal e in generale al genere psichedelico”. Come lui stesso afferma, la sua musica, probabilmente in parte ispirata da Ozrik Tentacles, nonostante provenga da luoghi e tempi lontanissimi, richiama motivi e sensazioni più che vicine all’occidente under-30. C’è ben poco dell’Australia ancestrale nella musica di Richàrd, che invece si avvicina all’elettronica di oggi passando dalla Techno alla Drum ‘n’ Bass, che (i Dj mi perdonino) per la prima volta possono essere effettivamente “suonate”.

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Suoni spesso da queste parti? “Scelgo di suonare spesso all’aperto, nonostante mi stia concentrando anche sugli spettacoli Indoor, perché credo che l’ambiente aiuti a conciliare la musica e i pensieri della gente. Il parco rende la mia musica un momento intimo, nel quale riesco a trovare una connessione con chi mi ascolta e mi dedica del tempo. E’ un’atmosfera armonica a cui non posso rinunciare”. 

Perciò se siete diretti a Budapest dedicate qualche minuto all’ascolto di Richard Ternyàk e della Didgeridoo set performance, una curiosa e divertente novità musicale.

Elena Sofia Safina

Nata a Cagliari. Attualmente iscritta alla facoltà di Lingue e Comunicazione dell’Università di Cagliari, aspirante giornalista, amante dell’arte, della musica e della danza. Redattrice presso Linkursore dal 2015

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