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Omar Recensione del film palestinese candidato all’Oscar

10008600_660033500722001_1751004719_nOmar recensione del film palestinese candidato all’Oscar.Amore,inganni e tradimenti nei territori occupati della Palestina di oggi.

“Omar” del regista palestinese Hany Abu-Assad (Paradise Now) ci proietta in un mondo, quello dei territori occupati della Palestina, dove i confini e le divisioni, culturali, religiose e politiche sono profondamente radicate  ed evidenti, come ben simboleggia la barriera di separazione israeliana che si staglia alle spalle del protagonista nella scena iniziale del film.

Proprio quel muro,che si estende per la bellezza di 730km lungo tutta la striscia di Gaza, rappresenta l’ostacolo maggiore e la prova di coraggio quotidiana da affrontare per Omar,giovane panettiere della Cisgiordania costretto a scavalcarlo ogni giorno, rischiando la vita e subendo soprusi di ogni tipo da parte delle forze di occupazione israeliane, per poter raggiungere la donna che ama, Nadia, la giovane  sorella del migliore amico di Omar, Tarek, che assieme ad Amjad e allo stesso Omar fa parte di un gruppo di combattenti per la liberazione della Palestina.

Qualsiasi lotta per la libertà ha un prezzo ed Omar si troverà ben presto di fronte all’impossibilità di poter cambiare questoluigi1 “dogma” imprescindibile, in un percorso crudele e distruttivo dove la speranza di poter cambiare vita,fuggendo con Nadia in una Parigi che esiste solo nei sogni dei protagonisti, si infrange contro una realtà dove la sopravvivenza resta l’unico obbiettivo possibile e perseguibile,dove gli alti ideali di libertà lasciano il posto a tradimenti, inganni e debolezze umane di vario tipo.

Girato nelle zone di Nablus, Nazareth e Bisan con una troupe interamente composta da palestinesi alle prime armi e con un budget piuttosto limitato,Omar è senza dubbio uno dei film più interessanti degli ultimi tempi.Nonostante una sceneggiatura molto asciutta e non particolarmente originale il film mantiene l’attenzione dello spettatore su ritmi piuttosto elevati ma mai frenetici,armonizzando il tutto con una fotografia molto ben curata e quasi avvolgente.

La recitazione dei protagonisti è molto piacevole e al contempo cruda e realistica,lo sviluppo narrativo illude lo spettatore di poter prevedere il finale,ma con maestria e discrezione ribalta abilmente le aspettative lasciando il pubblico senza fiato.

 

Luigi Menghini

Redattore presso Linkursore dal 2013; Studente di Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Roma Tre, Lettere e Filosofia. Ha collaborato con l’Università di Roma Tre e il professor Massimo Ghirelli alla redazione di un progetto pilota, durante il corso di Cooperazione Internazionale, per la realizzazione di una Casa-famiglia per ragazze madri e minorenni in El Salvador, curando in particolare: la Scheda Paese S.T.R.E.A.M. e il Piano Finanziario. ; Esperto del mondo del Cinema e dello Spettacolo. Transmedia Web-Editor e Content Curator per Linkursore dal 2014, aspirante giornalista. Passione anche per la musica, l’arte e il mondo del calcio. Durante la sua collaborazione con Linkursore ha acquisito competenze di gestione della redazione, contribuendo alle publicazioni con oltre 56 articoli firmati.

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