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La storia di Nainggolan, il ninja cresciuto senza papà

Radja Nainggolan nasce in Belgio, ad Anversa, il 4 maggio del 1988. Le origini del calciatore sono già molto curiose, in quanto è di madre belga cattolica di etnia fiamminga e di padre indonesiano protestante. Un intrigante “melting pot” di nazionalità, etnie e religioni diverse. Il nome Radja gli è stato dato dal padre, deriva dalla lingua indiana e significa “re”. Un’infanzia difficile, quella del calciatore belga:”Sono cresciuto solo con mia madre; mio padre se n’è andato presto, ci aveva lasciati in una situazione precaria; per me non è stato facile“.

Dal punto di vista calcistico muove i primi passi in Belgio, nelle giovanili del Tubantia Borgerhout, squadra che milita nella Belgian Provincial League (categoria minore del calcio belga, organizzata in 9 provincie) di Anversa. Passa al G. Beerschot, squadra di Anversa, che militava in prima divisione ed è retrocessa al termine della stagione 2012/2013. Le giovanili del Beerschot sono una vetrina importante per il dinamico centrocampista belga e nel 2005 viene adocchiato dagli osservatori del Piacenza, più precisamente da Alessandro Beltrami, tutt’ora suo procuratore. Così, a soli 17 anni Nainggolan sbarca in Italia, nel Piacenza di Giuseppe Iachini, che militava in Serie B. Debutta nel campionato di Serie B il 28 maggio 2006, in un Piacenza-Arezzo 2-3, ma rimane stabilmente tra i primavera, collezionando una sola presenza nel campionato 2007/08. L’anno successivo approda in prima squadra e disputa 38 gare su 42, segnando 3 reti e contribuendo alla salvezza del Piacenza allenato da Stefano Pioli. Nella stagione 2009/2010 disputa tutte le partite ancora con la maglia bianco-rossa, fino alla finestra di mercato invernale: il 27 gennaio 2010 viene acquistato dal Cagliari. Radja sbarca in Serie A.

La Sardegna è la terra della consacrazione calcistica per il giovane belga. Esordisce in Serie A con la maglia rossoblu il 7 febbraio 2010, in un Inter-Cagliari 3-0, a 22 anni. I primissimi mesi, sotto la guida di Max Allegri, non sono idilliaci. Solo 7 presenze nel girone di ritorno della stagione 2009/2010, in cui non convince più di tanto. L’anno successivo è però un’altra musica: in panchina arriva Bisoli e l’iniziale assenza di Daniele Conti lascia spazio al ninja. Radja convince così tanto da mantenere il posto da titolare anche quando in panchina, dopo solo 9 giornate, arriva Donadoni. Ed è proprio alla nona del girone di andata, Cagliari-Bologna, che Nainggolan mette a segno il suo primo gol in Serie A: cross di Nené, la difesa del Bologna respinge, sul pallone si avventa Nainggolan, che calcia al volo di destro pescando con un tiro rasoterra l’angolo alla destra di Viviano. Primo gol in Serie A per il belga che quasi non esulta. Diventa il beniamino dei tifosi rossoblu che lo chiamano “ninja”, per gli occhi a mandorla, per la caparbietà e per la dinamicità. E lui a Cagliari si sente a casa. Diventa grande amico di Pinilla, suo compagno di squadra. Ma sopratutto gioca, segna e convince. Tanto da attirare su di sé gli sguardi di molti club, italiani e non.
Nainggolan rimane al Cagliari per 4 anni. Nel gennaio del 2014, dopo mesi di rumors e di indiscrezioni sul suo futuro, viene acquistato dalla Roma. Walter Sabatini, brucia Juve e Inter, e porta il ninja all’ombra del Colosseo con un’operazione da circa 18 milioni di euro.

La parentesi giallorossa inizia magnificamente per Radja. Non ci mette molto a inserirsi negli schemi di una squadra che già funziona alla grande. La regia è di Rudi Garcia, che impiega il belga sopratutto come interno di centrocampo, al fianco di Pjanic e De Rossi. Nel nuovo contesto Nainggolan dà il meglio di sé, sfruttando alla grande la vicinanza con giocatori di grande spessore, per migliorare e crescere, calcisticamente parlando. L’ambiente Roma gli fa benissimo: in poco tempo diventa l’idolo dei tifosi. Del resto un giocatore così combattivo, non può non essere amato. Con la lupa sul petto arriva anche l’esordio in Champions League, nella vittoria casalinga della Roma contro il CSKA Mosca. 
Nel sua esperienza giallorossa, il ninja disputa 28 partite, con un bottino di 3 reti e 7 assist. Ma non sono solo i numeri a colpire. Ciò che più salta all’occhio è la sua completezza: è fisicamente straripante, esplosivo e reattivo, è incredibilmente duttile, sa fare bene entrambe le fasi, recupera una quantità impressionante di palloni; ma ha anche qualità, è veloce, ha un buon dribbling, un ottimo lancio, una gran botta dalla distanza e sa calciare bene sia di destro che di sinistro. Inoltre è un giocatore estremamente intelligente, incredibilmente deciso e caparbio; uno di quelli che non tira mai indietro la gamba. Insomma è il centrocampista che tutti gli allenatori vorrebbero in rosa. E’ il “ninja” Radja Nainggolan.

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