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Suburra, la Roma noir di Stefano Sollima

La “Suburra” nell’antica Roma era il quartiere dove potere e criminalità si incontravano in segreto, il quartiere dei miserabili, dei reietti abbandonati alle pendici del Quirinale e del Viminale. Per Sollima il tempo non è cambiato, ed oggi Suburra, resta ad indicare una realtà sotterranea, un mondo sotto la città dai confini labili ed indecifrabiliE’ il 5 novembre 2011. Manca una settimana alle dimissioni di Silvio Berlusconi: 7 giorni nei quali s’intrecciano i destini di onorevoli, prostitute, criminali, lungo una scia di sangue che dal litorale di Ostia arriva dritto al cuore politico e spirituale della Capitale. Ispirato all’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo de Cataldo, uscito nel 2013, il film è secondo le intenzioni del regista “un gangster movie che riflette la fine di un’era, di un mondo politico e di un mondo criminale che sta diventando altro ma non sa ancora bene cosa e quindi si agita con sanguinosi colpi di coda in attesa di un nuovo ordine”. Sollima non denuncia nulla, ma si concentra sull’importanza di raccontare una storia, dove l‘avidità non ha estrazione sociale, non ha cultura, non ha sazietà e corre lungo un filo che unisce gli scranni del potere, dentro e fuori le istituzioni. “Suburra è un racconto sulla città e sul potere”, ha detto il regista. “Abbiamo iniziato due anni e mezzo fa a lavorarci con l’idea di fare un film allegorico, simbolico e non cronachistico. Ho voluto fare una sorta di gangster movie, un noir metropolitano un po’ spinto: un film di genere per cui ho anche usato la macchina da presa in un certo modo, con campi lunghi”. Sollima usa i suoi classici montaggi alternati, spietati per il senso morale che sottendono: il male è implacabile e non si ferma davanti a niente e a nessuno, attraversa le classi e il Tempo, dall’Antica Roma ad oggi.sub4

Il soggetto (e parte anche della sceneggiatura scritta insieme a Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Carlo Bonini) del magistrato Giancarlo De Cataldo presenta diverse analogie con i lavori passati sia di Sollima che di De Cataldo stesso: è impossibile non fare paragoni con Romanzo Criminale, di cui Suburra è per certi tratti l’erede. La struttura di Suburra è la naturale evoluzione di quello che ha avuto inizio negli anni ’70 narrato nelle precedenti opere e può trovare una collocazione temporale come capitolo conclusivo di una trilogia letteraria dedicata a Roma. Sollima in questo “ultimo capitolo”, legge la città come un centro del male. Un letto di un fiume pieno di acqua fognaria che ristagna e si ricambia restando però perennemente putrida e malsanaLa fotografia di Paolo Carnera (che ha già collaborato con Sollima in ACAB – All Cops Are Bastards e in Romanzo Criminale – La Serie) è molto cupa, concentrata sui toni freddi del blu e del grigio, ma allo stesso tempo ipnotica e coinvolgente, dotata di un’estetica noir raffinata, capace di emozionare anche nel forte contrasto con la violenza delle immagini. L’incessante pioggia presente in tutto il film, non è pioggia di redenzione o purificatrice. Ma una pioggia intesa come metafora simbolica di quanto il male possa inghiottire le città e gli uomini che le popolano. Anche per le scene ambientate ad Ostia viene utilizzato uno stile molto particolare e suggestivo, che rispetto a Roma trova respiro in spazi molto più vasti ma comunque cupi, privilegiando le riprese a Campo lungo, con uno schema cromatico dettato dai toni freddi anche a livello scenografico.sub1

La recitazione del cast è di grande livello, non c’è un personaggio che sia fuori posto, a partire dai protagonisti che, seppur facciano parte di una storia corale, rivelano uno spessore recitativo sorprendente, fino ai personaggi secondari e alle comparse. Il Samurai interpretato da un convincente Claudio Amendola è di una freddezza disarmante, ottima controparte di Pierfrancesco Favino che con grande bravura ed incisività interpreta il ruolo di un politico meschino e corrotto. Elio Germano, Giulia Elettra Gorietti e Adamo Dionisi fanno parte di un brillante trio, molto ben bilanciato e con una evoluzione totalmente completa dove nulla è lasciato al caso. Una delle migliori interpretazioni di Suburra risiede nel personaggio di Numero 8, criminale di Ostia, interpretato da Alessandro Borghi, il quale, come già ampiamente mostrato in Non essere cattivo di Claudio Caligari, dà una brillante prova del suo talento.sub2

Da un punto di vista mediatico, il film è riuscito a “sfruttare” la fortunata coincidenza dell’uscita a ridosso dell’apertura del processo a Mafia Capitale, il prossimo 5 novembre. Come hanno raccontato in più di un’intervista gli attori protagonisti, praticamente le vicende giudiziarie di Buzzi e Carminati si sono sovrapposte alla lavorazione del film, in una sorta di osmosi involontaria. Non esistono quindi intenzionali collegamenti con la recente cronaca se non quelli che possiamo creare noi a posteriori, sebbene più di un protagonista rimandi facilmente a personaggi reali. Suburra sarà la prima serie tv originale Netflix italiana, realizzata dai creatori di Gomorra – la serie in collaborazione con la Rai. Sarà costituita da 10 episodi ed esordirà in tutto il mondo nel 2017 su Netflix, rete di Internet Tv con oltre 65 milioni di abbonati.

 

Luigi Menghini

Redattore presso Linkursore dal 2013; Studente di Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Roma Tre, Lettere e Filosofia. Ha collaborato con l’Università di Roma Tre e il professor Massimo Ghirelli alla redazione di un progetto pilota, durante il corso di Cooperazione Internazionale, per la realizzazione di una Casa-famiglia per ragazze madri e minorenni in El Salvador, curando in particolare: la Scheda Paese S.T.R.E.A.M. e il Piano Finanziario. ; Esperto del mondo del Cinema e dello Spettacolo. Transmedia Web-Editor e Content Curator per Linkursore dal 2014, aspirante giornalista. Passione anche per la musica, l’arte e il mondo del calcio. Durante la sua collaborazione con Linkursore ha acquisito competenze di gestione della redazione, contribuendo alle publicazioni con oltre 56 articoli firmati.

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