Fratelli Taviani: ecco il loro “Maraviglioso Boccaccio”

Il Decameron“. E’ questo il soggetto da cui sono partiti i fratelli Taviani per realizzare il loro nuovo film intitolato “Maraviglioso Boccaccio. I due grandi registi toscani, dopo aver vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2012 con Cesare deve morire chiaramente ispirato alla tragedia “Giulio Cesare” di William Shakespeare, hanno voluto rendere omaggio al grande scrittore trecentesco di Certaldo, di cui quest’anno ricorre il 640esimo anniversario della morte.

boccaccio taviani

L’opera cinematografica è ambientata nella Firenze di metà XIV secolo, siamo nel 1348 per l’esattezza, nel periodo in cui il morbo della peste raggiunse l’apice del suo contagio. Viene narrata la storia di 10 giovani, tre maschi e sette femmine, che, per sfuggire alla terribile malattia, decidono di scappare in un casolare di campagna e rimanere lì per circa due settimane.

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Gli stessi ragazzi, chiamati con nomi che in gran parte si ricollegano all’etimologia greca: Filomena, Filostrato, Pampinea, Neifile, Fiammetta, Elissa, Dioneo, Lauretta, Emilia e Panfilo, per trascorrere il tempo, dopo essersi imposti regole ferree da seguire alla lettera durante l’intero “soggiorno“, decidono di raccontare ogni giorno una novella a testa. Quotidianamente viene eletto un re o una regina dal gruppo che decide il tema centrale dei racconti.

A differenza del Decameron” di Pier Paolo Pasolini, girato nel 1971, in cui viene essenzialmente messo in risalto il tema erotico senza freni; i fratelli Taviani cercano di trattare un unico tema, l’amore, sotto vari punti di vista: sia positivi che negativi.

Si tratta così del lato drammatico del desiderio amoroso, che fa uccidere al falconiere stesso il suo bel falcone da caccia pur di avere qualcosa da offrire da mangiare alla donna amata che si presenta inaspettatamente a pranzo. Oppure si fa vedere il lato comico dell’amore quando una madre superiora fa una dura ramanzina ad una delle sue suore scovata in atteggiamenti peccaminosi, alla fine però si scopre che la stessa badessa non è interamente conforme ai comportamenti morali da tenere all’interno di un convento.

decameron

Nel film, i fratelli Taviani mettono in luce cinque novelle in particolare: quella dell’amore impossibile tra Ghismunda e Ghirardo raccontata nella quarta giornata, impossibile perchè il padre di lei ha in mente ben altri progetti per la figlia; la novella che tratta delle strane e pazze vicende di Calandrino, narrata nell’ottava giornata; quella che vede come protagonista il falconiere Federico degli Alberighi, facente parte della quinta giornata; la novella con protagonista la badessa del convento, facente parte della nona giornata di racconti e, infine, quella della decima giornata che narra la storia di amore tra Messer Gentile dé Carisendi e Monna Catalina.

Gli stessi Taviani hanno rivelato, sul sito de “Il Fatto Quotidiano“, come mai hanno voluto trattare principalmente il tema amoroso. “Accettiamo la sfida di contrapporre ai colori cupi della peste, i colori trasparenti dell’amore, della fantasia e dell’impegno“, queste le parole dei due intervistati.

cast boccaccio taviani

L’unica nota negativa, a mio parere, è quella riguardante il cast: da Kasia Smutniak a Paola Cortellesi passando per Carolina Crescentini e Riccardo Scamarcio. Attori non all’altezza per recitare in un film diretto da due registi così importanti e che tratta di un tema del genere; il lungometraggio ne risente eccome della qualità non proprio eccelsa dell’interpretazione di questi attori. L’unico che si salva, sempre secondo mio modesto parere, è Kim Rossi Stuart scelto per interpretare il personaggio più semplice e divertente: il matto Calandrino.

Con ciò non voglio dire che il film dei fratelli Taviani non sia da vedere, dopotutto tratta di un tema molto affascinante e poco conosciuto. Personalmente rimane in me il dubbio riguardo ad alcune scelte del cast, che fanno passare quest’opera cinematografica di due maestri del grande schermo come un semplice film da andare a vedere, non per capire qualcosa in più sulla raccolta di novelle del Boccaccio e per crescere da un punto di vista culturale ma, solamente, per passare il tempo.

Italian directors Vittorio (L) and Paolo

La delusione cresce ancora di più se penso all’ultimo sforza cinematografico dei Taviani, Cesare deve Morire, girato interamente all’interno del carcere di Rebibbia con attore semi-sconosciuti che ha messo nuovamente in luce la bravura dietro la macchina da presa dei due fratelli nativi di San Miniato. Forse leggendo quell’aggettivo che si vede chiaramente nel titolo del film, maraviglioso, mi ero illuso un pò troppo.